XXI

La giustificazione

1. Natura ed elementi della giustificazione. La giustificazione può essere definita come quell'atto legale di Dio per il quale Egli dichiara giusto il peccatore sulla base della perfetta giustizia di Gesù Cristo. Non si tratta di un atto o di un processo di rinnovamento, come la rigenerazione, la conversione, oppure la santificazione. Esso non incide sulla condizione del peccatore, ma sul suo stato. Essa differisce dalla santificazione sotto molti aspetti. La giustificazione avviene al di fuori del peccatore nel tribunale di Dio, rimuovendo la colpevolezza causata dal peccato, ed è un atto compiuto una volta per sempre, mentre la santificazione avviene nell'uomo, rimuovendo la contaminazione del peccato, ed è un processo continuo che dura tutta la vita. Nella giustificazione, distinguiamo due elementi:

(a) Il perdono dei peccati sulla base della giustizia di Cristo. Il perdono concesso si applica a tutti i peccati, passati, presenti, e futuri, e quindi non ammette ripetizione (Sl. 103:12; Is. 44:22; Ro. 5:21; 8:1; 32-34; Eb. 10:14). Questo non significa che noi non si abbia più bisogno di pregare per il perdono, perché il senso di colpa rimane, crea un sentimento di separazione, e rende necessario ricercare continuamente la certezza confortante del perdono (Sl.27:5; 32:5; 51:1; Mt. 6:12; Gm. 5:15; 1 Gv. 1:9).

(b) L'adozione come figli di Dio. Nella giustificazione, Dio adotta i credenti come Suoi figli, cioè li pone nella posizione dei figli legittimi, dà loro i pieni diritti dei figli legittimi, incluso il diritto ad un'eredità eterna (Ro. 8:17; 1 Pi. 1:4). Questa adozione legale dei credenti come figli, deve essere distinta dalla condizione morale di figli attraverso la rigenerazione e la santificazione. Entrambe le cose sono indicate nei segg. brani: Gv. 1:12,13; Ro. 8:15,16; Ga. 4:5,6.

2. Il tempo della giustificazione. La parola "giustificazione" non viene sempre usata nello stesso senso. Alcuni parlano persino di una quadruplice giustificazione: una giustificazione dall'eternità, una giustificazione nella risurrezione di Cristo, una giustificazione per fede, ed una giustificazione pubblica al tempo del giudizio finale.. Per spiegare questo, si può dire che, in senso ideale, la giustizia di Cristo è già stata accreditata ai credenti nel consiglio eterno della redenzione, ma questo non è ciò che la Bibbia intende quando parla di giustificazione del peccatore. Dobbiamo operare una distinzione fra ciò che è stato decretato nell'eterno consiglio di Dio e ciò che viene realizzato nel corso della storia. E' possibile anche parlare di una giustificazione nella risurrezione di Cristo. In un certo senso si potrebbe dire che la risurrezione fu la giustificazione di Cristo, e che in Lui l'intero corpo dei credenti fu giustificato. Questa, però, fu una transazione generale e puramente oggettiva, che non dovrebbe essere confusa con la giustificazione personale del peccatore. Quando la Bibbia parla di giustificazione personale del peccatore, di solito si riferisce all'applicazione personale e soggettiva ed alla appropriazione della grazia giustificante di Dio. La rappresentazione consueta è che noi siamo giustificati per fede. Questo implica che essa avviene nel tempo in cui accogliamo Cristo per fede. La fede è così chiamata< lo strumento o l'organo di appropriazione della giustificazione. Per fede l'uomo si appropria, cioè, fa propria, assume su di sé, la giustizia di Cristo, sulla base della quale egli è giustificato davanti a Dio. Si può dire che la fede giustifichi nella misura in cui essa fa propria la Persona e l'opera di Cristo (Ro. 4:5; Ga. 2:16). Dovremmo fare attenzione a non cadere nell'errore dei Cattolici - romani e degli Arminiani, che affermano che l'uomo sia giustificato sulla base della propria giustizia inerente, o della sua fede. La propria giustizia o fede dell'uomo non può mai divenire la base della sua giustificazione. Questo può essere ritrovata solo nella giustizia perfetta di Cristo Gesù (Ro. 3:24; 10:4; 2 Co. 5:21; Fl. 3:9).

3. Obiezioni alla dottrina della giustificazione. Contro questa dottrina sono state sollevate diverse obiezioni. Si dice che, se l'uomo è giustificato sulla base dei meriti di Cristo, egli non sia salvato per grazia. La giustificazione, però, con tutto ciò che essa include, è opera della grazia di Dio. Il dono di Cristo, il fatto che Dio accrediti a noi la giustizia di Cristo, e il fatto di considerare giusto il peccatore su questa base, è tutta grazia dall'inizio alla fine. Ancora, si dice che sia indegno di Dio considerare giusto un peccatore. Dio non dichiara, però, che i peccatori siano giusti in sé stessi, ma che essi vengono rivestiti della giustizia di Cristo. Infine, si dice che questa dottrina si presti a rendere la gente indifferente per quanto riguarda la propria vita morale. Se essi vengono giustificati indipendentemente da considerazioni sulle loro opere, perché mai dovremmo poi occuparci della personale pietà? La giustificazione, però, mette le fondamenta per un rapporto vivente con Cristo, e questa è la garanzia più sicura per una vita davvero conforme alla volontà di Dio. La persona che davvero sia in vivente comunione con Cristo, non può essere moralmente indifferente.

Brani da apprendere a memoria su:

a. La giustificazione in generale:

Ro 3:24 "ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù".

2Co 5:21 "Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui".

b. La giustificazione per fede, e non per opere:

Ro 3:28 "Noi dunque riteniamo che l'uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge".

Ro 4:5 "...invece colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli è imputata come giustizia".

Ga 2:16 "...sapendo che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù, affinché fossimo giustificati mediante la fede di Cristo e non mediante le opere della legge, poiché nessuna carne sarà giustificata per mezzo della legge".

c. La giustificazione e il perdono dei peccati:

Sal 31:1,2 " In te, o Eterno, mi sono rifugiato; fa' che io non sia mai confuso; liberami per la tua giustizia. Porgi a me il tuo orecchio, affrettati a liberarmi; sii per me una forte rocca e un luogo fortificato per salvarmi".

At 13:38 "Vi sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è annunziato il perdono dei peccati, e che, mediante lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, di cui non avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosè".

d. L'adozione come figli, eredi della vita eterna:

Giov 1:12 "ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome".

Ga 4:4,5 "ma, quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, nato da donna, sottoposto alla legge, perché riscattasse quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione".

Ro 8:17 "E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati".

e. La giustificazione basata sulla giustizia di Cristo:

Ro 3:21,22 "Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c'è distinzione".

Ro 5:18 "Per cui, come per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure con un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita".

Per lo studio ulteriore:

Quali frutti della giustificazione vengono menzionati in Romani 5:1-5?

Forse che Giacomo afferma che l'uomo sia giustificato piuttosto per opere? Gm. 2:21-25.

Di quali obiezioni alla giustificazione Paolo tratta in Romani 3:5-8?

Domande di revisione:

Che cos'è la giustificazione?

In che modo essa differisce dalla santificazione?

Quali sono gli elementi che comprendono la giustificazione?

Fino a che punto, nella giustificazione, vengono perdonati i peccati?

Perché i credenti debbono ancora pregare per il perdono?

Che cos'è incluso nell'adozione come figli?

Possiamo parlare di giustificazione dall'eternità e di giustificazione nella risurrezione di Cristo?

In che modo la fede è collegata con la giustificazione?

Qual è la base della giustificazione? Qual è a questo riguardo, la concezione arminiana?

Che obiezioni vengono sollevate contro questa dottrina? Puoi rispondere ad esse?

(21, continua)


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Sommario della dottrina cristiana
di Louis Berkhof
(Edimburgh: The Banner of Truth Trust, 1974, traduzione di Paolo Castellina)

Sommario della Dottrina cristiana, di Louis Berkhof, 1938

Introduzione
1. La religione
2. La rivelazione
3. La Scrittura

La dottrina su Dio e la Creazione
1. La natura essenziale di Dio
2. I nomi di Dio
3. Gli attributi di Dio
4. La Trinità
5. Il divino decreto
6. La creazione
7. La provvidenza

La dottrina sull'uomo in rapporto a Dio
1. L'uomo nel suo stato originale
2. L'uomo in stato di peccato
3. L'uomo nel patto di grazia

La dottrina sulla persona e dell'opera di Cristo
1. Nomi e natura di Cristo
2. Gli stati di Cristo
3. Le funzioni di Cristo
4. L'espiazione compiuta da Cristo

La dottrina sull'applicazione dell'opera di redenzione
1. Le operazioni comuni dello Spirito Santo: la grazia comune
2. Chiamata e rigenerazione
3. Conversione: ravvedimento e fede
4. La giustificazione
5. Santificazione e perseveranza

La dottrina sulla chiesa e i mezzi della grazia
1. Natura della Chiesa
2. Il governo e il potere della Chiesa
3. La Parola di Dio e i sacramenti in generale
4. Il battesimo cristiano
5. La Cena del Signore

La dottrina sulle ultime cose
1. La morte fisica e lo stato intermedio
2. La seconda venuta di Cristo
3. La risurrezione, il giudizio finale e lo stato finale

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